Cosa succede all’impianto fotovoltaico in caso di blackout ?

Fortunatamente succede di rado, ma il rischio black out esiste. Cosa succede all’impianto fotovoltaico ?

 

Sugli impianti fotovoltaici se ne sentono davvero di tutti i colori. Questo succede soprattutto a causa della disinformazione e noi con la nostra azienda che è esperta nel settore ci troviamo spesso a confrontarci con persone che hanno le idee poco chiare sull’argomento.

 

E’ legittimo aspettarsi che, in mancanza di alimentazione dalla rete pubblica, il proprio impianto sia in grado di alimentare casa, per lo meno durante il giorno quando è in grado di produrre.

 

Purtroppo non è così.
Fortunatamente succede di rado, ma il rischio black out esiste.

 

Infatti può succedere che la mancanza della rete sia dovuta ad un guasto, oppure per la manutenzione programmata delle linee elettriche.
Ma in entrambi i casi, il nostro impianto fotovoltaico si blocca. 

 

La legge e la direttiva Enel DK 5940 impongono il distacco automatico ed immediato nel momento in cui l’inverter registra anomalie o mancanza di tensione sulla rete principale. Quindi, in caso di black out o di lavori del gestore, si attiva questo meccanismo di sicurezza e il nostro impianto si ferma.

 

Esistono delle norme ben precise che regolano avvenimenti di questo tipo, poiché l’impianto, quando è in funzione, non solo ci fornisce l’energia di cui abbiamo bisogno, ma immette in rete la corrente che noi non utilizziamo. Se durante un distacco di corrente continuasse ad immettere energia, rischieremmo di fulminare gli operai che stanno lavorando sulla linea.

 

 

Esistono dei modi per aggirare il problema del black out dell’impianto fotovoltaico ?

 

Per avere corrente anche in caso di black out o distacco da parte del gestore, ci sono due modi: 

 

  • sul mercato tutti i produttori di inverter e sistemi di accumulo, propongono modelli che consentono di aggiungere alla funzione di storage, quella di backup (o anche detto EPS), cioè l’alimentazione dell’impianto di abitazione tramite l’energia immagazzinata nelle batterie;

 

  • nell’UPS la rete tiene in carica una batteria, alla quale vengono direttamente connessi apparecchi che non possono interrompere la loro funzione, quindi non può immettere energia nella rete, ma fornirla solo a singoli dispositivi.

 

Attenzione, però, a non confondere backup, o meglio EPS, Emergency power system, con i gruppi di continuità, o UPS, Uninterruptible power supply.
Sono diversi tecnicamente e come normativa di riferimento.

 

Cosa succede all'impianto fotovoltaico in caso di blackout ?

È importante sapere che nell’ EPS o backup la batteria è in connessione sia con l’impianto fotovoltaico che con la rete di casa.  Nell’EPS la batteria viene caricata dall’impianto solare, e, in caso di blackout, un dispositivo, chiamato contattore, stacca questa dalla linea elettrica esterna. Solo dopo di ciò la batteria provvede ad alimentare i consumi domestici.
Finché dura l’emergenza la  tua casa sarà un’isola rispetto alla rete esterna, e verrà alimentata solo dall’accumulatore e dall’impianto solare, in sinergia. Solo al ritorno dell’elettricità, il contattore riconnette la casa alla rete esterna. Questo tipo di impianti può essere realizzato combinando vari tipi di batterie e di inverter, che siano però predisposti per il backup.

 

Si tratta ovviamente di sistemi molto più costosi rispetto ad un impianto tradizionale, quindi prima di optare per una di queste soluzioni bisognerà prendere in considerazione molti aspetti.

 

Il tipo di sistema di accumulo/backup, però, cambia a secondo se si voglia aggiungere a un nuovo impianto fotovoltaico oppure se si interviene in uno già esistente.

 

  • Se l’impianto è nuovo e non incentivato, l’accumulo può essere collegato direttamente all’impianto solare mentre un unico inverter, con il suo software, gestisce le varie situazioni, backup compreso. Questa è una soluzione semplice, economica e diretta.

 

  • Se invece l’impianto è incentivato, questa soluzione non è ammessa dal GSE. In questo caso si deve installare in casa un secondo inverter, collegato alle batterie, al fotovoltaico e alla rete stessa, subito a valle del contatore: con una opportuna programmazione, questo impianto adempie sia alla funzione di immagazzinare la produzione solare per usarla di sera, che di intervenire in caso di blackout, alimentando la casa dopo averla disconnessa dalla rete.

 

In entrambi i casi le pratiche sono poche e svolte dall’installatore: si tratta di avvertire il GSE e l’Enel dell’esistenza del nuovo sistema di accumulo con EPS connesso alla rete e certificare la sua realizzazione a regola d’arte.
Alcune volte Enel provvederà poi a fare un controllo sul posto, altre volte si accontenterà dell’autocertificazione.

 

 

Fotovoltaico

 

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on email

Rileggi i post

Galli Impianti Blog

Tutte le novità green, curiosità  ed informazioni utili sull’ambito dell’impiantistica 

Galli Impianti s.r.l.s

I post più popolari
Scopri di più su di noi

i nostri servizi

social network