La messa a terra

Cos’è la messa a terra ?

 

La messa a terra di un impianto elettrico si presenta come il principale sistema di protezione contro situazioni pericolose di contatti e corto circuiti  insieme ai meccanismi di interruzione automatica di corrente, quale è il salvavita.

 

L’impianto di terra è costituito dai dispersori (picchetti), dai conduttori di protezione (i cavi giallo-verdi che si trovano nelle prese di corrente) e dal dispositivo più importante di tutti : il differenziale (o salvavita).

 

La funzione principale della messa a terra consiste nel far convergere direttamente a terra le parti metalliche di apparati elettrici, facendo quindi disperdere nel terreno eventuali correnti elettriche. In questo modo si evita che dei guasti o dei contatti possano ripercuotersi sulle persone presenti nell’abitazione, con conseguenze devastanti.

 

La messa a terra è pertanto finalizzata a impedire folgorazioni accidentali e la sua presenza all’interno di un appartamento è di fondamentale importanza.

 

Stiamo parlando di un sistema obbligatorio il cui dimensionamento dovrà essere effettuato da un tecnico specializzato. Il collegamento in un alloggio è reso obbligatorio dalla normativa vigente (D.Lgs. n.81/2008, Decreto ministeriale n.37 del 22 gennaio 2008, norma CEI 64.8/4).

 

 

A cosa serve la messa a terra di un impianto elettrico?

 

Lo scopo della messa a terra, come detto precedentemente, è la sicurezza nei confronti delle persone.

 

Difatti, negli impianti elettrici, uno dei possibili rischi è che vi siano delle parti che di natura non debbano essere cariche elettricamente ma che in realtà lo diventino, con il rischio di folgorare una persona che ne venga a contatto.

 

Un esempio classico è un malfunzionamento elettrico di un elettrodomestico (dovuto ad un danneggiamento interno) che porta la carcassa esterna ad essere elettricamente carica. Senza messa a terra, toccandola, si rischierebbe di prendere la scossa.

 

Ecco quindi a cosa serve:

 

  • A proteggere contro i contatti indiretti (in caso di deterioramento dell’isolamento di un apparecchio e di un involucro esterno in tensione).
  • Intervento dell’interruttore differenziale (in caso di guasto verso terra il salvavita interrompe il flusso di energia elettrica in caso di dispersione).
  • Protezione da tensioni elettriche di altra origine.
  • Impedire l’accumulo di elettricità statica.

La messa a terra

 

I componenti di impianto di messa a terra

 

L’impianto di messa a terra  è costituito da tre elementi: conduttori di protezione, dispersori e l’interruttore differenziale.

 

  • Dispersori

I dispersori hanno come finalità principale la necessità di convogliare le correnti di guasto di un impianto elettrico verso il terreno.

 

Essi possono essere i conduttori in rame nudo, i picchetti in rame o acciaio zincato o elementi idonei (dispersori di fondazione).

 

In caso di malfunzionamento di un sistema, la corrente fluisce verso il terreno transitando attraverso una via a bassa resistenza ed evitando che attraversi il corpo umano.

 

Se si tocca una massa metallica collegata ad un sistema disperdente si viene a creare un collegamento tra il terreno e la stessa massa metallica.

 

In questo caso la corrente elettrica sceglierà la via a minore resistenza, ovvero la messa a terra e non il corpo umano.

 

  • Conduttori di protezione

I conduttori di protezione sono i fili giallo-verdi che vanno a collegarsi alle varie utenze.

 

L’obiettivo principale è quello di convogliare la corrente dalla massa metallica in tensione al sistema disperdente.

 

È fondamentale verificare che tutte le apparecchiature siano collegate al sistema disperdente tramite apposite verifiche.

 

  • Interruttore differenziale

Al presentarsi di un guasto è fondamentale interrompere l’alimentazione della corrente prima che il nostro corpo venga a contatto con la massa in tensione.

 

L’interruttore differenziale ha il compito di interrompere istantaneamente la corrente elettrica quando una parte della stessa si disperde nel terreno.

 

Nel caso in cui la massa metallica non sia connessa al dispersore, l’interruttore differenziale non interverrà fino a quando una persona non toccherà la massa stessa.

 

Il differenziale misura la corrente che in condizioni normali fluisce attraverso l’impianto elettrico: la differenza della quantità di corrente che entra deve essere uguale a quella in uscita, quindi pari a zero.

 

In caso di guasto, l’interruttore differenziale rileva che lo scostamento tra flusso di corrente in entrata e flusso di corrente in uscita, e in questo caso, il differenziale si attiverà immediatamente per interrompere il flusso di corrente elettrica, evitando che la persona possa rimanere folgorata.

 

Anche il differenziale deve essere verificato periodicamente tramite apposite prove, con un apposito attrezzo, definito “misuratore di resistenza a terra”, ad opera di un professionista specializzato.

 

 

Questi tre componenti, che costituiscono l’impianto di messa a terra, assicurano la protezione e la sicurezza di ogni persona in caso di guasto e di malfunzionamento dell’impianto elettrico.

 

Grazie alla sinergia dei tre componenti si può evitare la morte accidentale di molti lavoratori, i quali possono venire a contatto con una parte metallica dell’impianto elettrico.

 

 

Le normative vigenti per la messa a terra 

 

La normativa vigente, il D.P.R. 462/01 impone una verifica periodica degli impianti di messa a terra nelle attività lavorative.

 

Essa non deve essere confusa con l’ordinaria manutenzione periodica degli impianti elettrici, disciplinata dal Decreto Legislativo 81/08.

 

Si ricorda che la verifica degli impianti di messa a terra è obbligatoria per tutte le attività lavorative che abbiano almeno un lavoratore (apprendisti, stagisti, soci lavoratori, lavoratori socialmente utili, etc.)

 

Oltre che negli ambienti di lavoro, la normativa prevede che le verifiche di un impianto di messa a terra siano eseguite anche all’interno delle scuole, condomini, chiese, circoli ricreativi, locali di pubblico spettacolo, campeggi, locali zootecnici, etc.

 

 

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